Egoismo e disagio.

vivre est un acte egoiste

PLAY: Inferno – Boards of Canada – 2026

Questa bozza giace dal 30 giugno 2026, in attesa di essere completata.
Considerato che siamo al 9 di agosto 2026 mi trovo costretta a fare qualche aggiornamento.

Se dovessi ricordare un buon motivo per cui è valso vivere questo 2026 direi sicuramente l’uscita del profetico album dei Boards Of Canada.
L’ho atteso a lungo e ora lo consumo ossessivamente, come le musicassette di una volta.

La questione è: i Boards of Canada già sapevano che sarebbe stata un’estate infernale? Hanno voluto uscire dall’oblio e lanciare una scialuppa a noi ignavi, iracondi e accidiosi esseri umani? O illuderci che nessuno ci salverà, neanche il loro bellissimo nuovo disco?

I giorni asfissianti, segnati da nausea e disgusto non si contano più.
Resta difficile persino trovare un cestino per vomitare. Colgo l’occasione per ricordare la sorte dei cestini pubblici, che nonostante i cartelli di divieto, di multa, continuano a essere riempiti da sacchi di monnezza domestica.

É da quando la bozza giace nella cartella che friggiamo letteralmente ad aria come crocchette. Da allora regna sulle nostre teste una costante oppressione climatica: la psiche vacilla, la cervicale tira, il cranio pesa. L’ennesima doccia, l’ennesimo paio di mutande. E poi sudare, sudare ancora. Tutti i giorni, tutto il giorno.

Ho sviluppato una nuova ansia: temo che il motore incandescente del condizionatore possa incendiarsi. La sera controllo spesso che non stia andando a fuoco il balcone e quando cammino cerco con lo sguardo motori di condizionatori sulle pareti degli altri.

C’è puzza di merda e monnezza. Twentyfourhours, 7/7.
La vegetazione rimasta non ha più niente da dire, aspetta di ardere cosparsa da deiezioni animali rinsecchite come brachette di carbonella.
Decago urbano.

Estate. Ondata di calore. Anticiclone. Minime che non scendono. Brezza che non si alza. É il vocabolario dell’estate.
Il meteo delegato ormai a un app che vive di clickbait, dichiara allerte preventive per lavarsi la coscienza in caso di grandine non prevista.

Se le temperature sono al massimo storico, la civiltà è al minimo storico.
Azioni e conseguenze, i due fattori principali di questa equazione del disagio dalle sinusoidi impazzite.

Nel mondo guerra e pace, un giorno si e l’altro pure. E i mercati guadagnano, sugli stretti, sulle nostre bollette, sui nostri rifornimenti.
Nessuno si ammutina, pochi boicottano.
Anche i fasci ritrovano vigore: escono dalle fogne e proliferano a tutte le latitudini.

Prolifera la stupidità. E i programmi televisivi per boomer annoiati, che ripetono ossessivamente tutto quello che la televisione dice. Non esiste più il senso critico e la ruota della fortuna è il male assoluto.

In quest’estate terribile, dove ormai neanche ci si sopporta più con lo sguardo, è difficile nutrire una qualsiasi speranza in questo lockdown climatico. Qualcuno ha ben pensato di chiamarlo così. Ed è solo l’inizio.

Andrò a cercare risposte nel banco frigo.






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