PLAY: Cartoon Darkness – Amyl and The Sniffers – 2024
Dopo avervi reso partecipi delle note del disagio tra cesso e binario,
è arrivato il momento del Diario delle vacanze di Natale.
Non so a voi, ma la mia maestra alle elementari mi assegnava sempre quel compito del cazzo ‘Racconta le tue vacanze’.
Io che già alle elementari ero una procrastinatrice mi riducevo all’ultimo giorno, esattamente il 5 gennaio e non sapevo mai da dove iniziare il racconto, maledicendo la Befana e i re Magi.
Riporto qui una serie di note maniacali raccolte in questi giorni di disagio, flatulenza, nausea, panico, angoscia e qualsivoglia fenomeno atmosferico.
24-12-2024 – Ore 12.25 – Il mio quarantesimo Natale su questa terra.
Neanche fosse una profezia, il mio quarantesimo Natale si sta per rivelare nel suo dramma. O psico dramma? 40 anni, 40 natali. E questo mi sembra il più difficile di sempre. Ho colto nel pieno l’ipocrisia del rito, delle nostre vite, dei nostri rapporti. E sono pronta a superarlo, a non festeggiarlo più, a cancellarlo dal calendario. La mia vita in funzione degli altri si sta ripiegando su se stessa, di nuovo, più atrocemente che mai. E io tra le rovine di questa disfatta cerco aria, luce, di respirare. Non mi trovo, non mi vedo. Sento un distacco profondo con la parte più intima di me. E non so come tornarci in contatto.
25-12-2024 – Ore 16.55 – Gli sconosciuti
Che camminano solitari come te, nel silenzio, nella contemplazione della natura. Rigida, ma terribilmente viva. Il rosa nell’azzurro, quel sentiero che vorresti non finisse mai e quella luce che non vorresti si spegnesse.
26-12-2024 – Ore 13.54 – Ambienti diversi
Prima di andare via da questo chalet devo chiedere la playlist. Il disagio indossa tute da sci e beve bombardini.
21:03
Ultimo giorno rosso. Vorrei viverlo fino in fondo come l’ultimo giorno rosso. Ignorando tutto quello che è là fuori. Spingendo via ogni pensiero non necessario. Domani ci penso domani.
27-12-2024 – Ore 18.51 – 27 dicembre
Ho appena cancellato le app che spesso, troppo spesso hanno riempito il mio tempo e svuotato le mie tasche. Basta comprare. Voglio usare quello che ho. Iniziare a controllare l’impulso del piacere momentaneo. Secondo step vorrei ridurre gli abbonamenti. Cancellare subscriptions. Ore 18.49. Il processo di cancel culture del mio telefono procede bene. Ho eliminato le 2 app a cui ho lasciato i miei stipendi, annullato un abbonamento streaming di cui poter fare a meno e procedo con l’unsubscription della spazzatura sulla mail. Fatico ancora a mettermi a fuoco. Vedo i miei occhi allo specchio e sembrano di vetro. Non hanno espressione. Il dolore congela l’anima? Manco fosse eroina.
28-12-2024 – Ore 20.27 – 28 dicembre
Sono ubriaca. 2 gin tonic e una prenotazione viaggio a Copenhagen per fine febbraio. Ho pure bloccato hotel con colazione inclusa, cancellazione entro X inclusa, pure sto cazzo incluso. Sconto Genius di fine anno e passa la paura. Chiudo la finestra e penso: l’alcol aiuta. Si ma poi l’hangover? Chi lo regge… poi me voglio ammazza uguale. Ci vorrebbe qualcosa che sballa senza farti venire le manie suicide. Ma sono troppo vecchia per poter credere allo sballo senza conseguenze. Anyway alcolismo militante non tradisce. Sorry for everyone I have deluso in all these years.
29-12-2024 – Ore 09.17 – 29 dicembre
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Salita, pendenza, sudare. Caldo. Ripetere.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Affaticare il corpo. Spegnere la mente.
Arrivata in cima. Il corpo è caldo.
30-12-2024 – Ore 23.11 – 30 dicembre
Vorrei chiudere gli occhi e riaprirli il 3 gennaio. Il caffè è fortissimo stamattina. La mia voce somiglia alla mia ma non è ancora lei. Se mi fermo troppo mi agito. E i pensieri fanno a cazzotti nel mio cranio. Vorrei scappare e urlare e correre fino a perdere il fiato. Ho perso il contatto con me stessa, ho rovinato le vacanze a tutti. E niente, ora non so sa dove ripartire.
Avevo bisogno di fare un viaggio, come se l’idea di partire e viaggiare fosse una forma più soft della fuga che ho intrapreso ora.
… non ho più concluso il discorso. Eppure me ne sono passate di cose per la testa.
23.11
Poi ho provato il vaporizzatore ed è come se quella produzione instancabile di pensieri sensazioni emozioni malesseri si sia fermata.
A volte la chimica fa miracoli. Per qualche ora mi sono sentita libera da quella oppressione. Spero di non svegliarmi con l’ansia. Che fatica questo 30 dicembre.
31-12-2024 – Ore 09.34 – 31 dicembre
Svegliarsi con l’ansia. E vederli tutti i pensieri che tornano a ripopolare la testa. Una piazza di pensieri. A me ne bastava uno. Non avere fame, non sentire il bisogno di mangiare. Fingere di mangiare con gusto. Troppe le regole che ci hanno inculcato. Se non ho fame non ho fame cazzo.
Concludo la carrellata di note del disagio esprimendo la massima vicinanza a tutti coloro che in questo momento stanno combattendo una battaglia nella loro testa. Sono con voi.
Stay strong out there.
PS. La foto che ho scelto è una delle mie preferite di sempre.
