PLAY: SILENCE
Non è che me ne fregasse chissà che di compiere 40 anni.
Non ho, d’altronde, mai superato il fatto di essere sopravvissuta ai miei 27 anni senza morire come Amy e co., ritrovandomi oggi infognata nell’adultescenza infinita.
Fatto sta che qualche giorno prima e dopo il mio compleanno ho iniziato a raccogliere una serie di note.
Di seguito i miei scleri scritti tra cesso e binario.
09-12-2024: -3 giorni al mio compleanno
Negli ultimi anni, potremmo dire nell’ultima decade non ho festeggiato il mio compleanno con la serenità che avrei voluto. Un eterno turbamento mi ha accompagnata durante l’anno per esplodere a dicembre, mese per l’appunto del mio compleanno. A – 3 giorni dal mio 40esimo, non ho organizzato alcun fuoco d’artificio. Sempre più in quest’era del fare e del far vedere, la mia risposta naturale sembra essere quel del non fare e del non far vedere. Una specie di sciopero dei desideri. I desideri si sono ridimensionati, complici l’età e la saggezza? Rifletto di prima mattina seduta sulla tazza del cesso. Liberare questi pensieri come metafora che accompagna l’evacuazione del mio intestino. Romantico. Già dov’è finito il romanticismo? La poesia? Non c’è più niente di romantico in questa terra.
11-12-2024: -1 giorno al mio compleanno
Ho perso il treno, che era fermo al binario e ho mal di pancia. Sono due settimane che convivo con l’auto training del mal di pancia. Do la colpa alla polenta, alla farina di ceci, alla birra. Al non saper dire di no. Ora per esempio vorrei correre a casa a cagare. Ma sarebbe un’impresa. Allora ecco che devo ricominciare con l’auto training, il respiro, il controllo. Mi sono rotta il cazzo di tutto sto controllo, dei pensieri senza controllo. Vorrei un mega tasto off grande come un letto e lanciarmici su. Mi lamento? Non mi importa. Tutte ste performance sono peggio del morbo di Chron. Ci sono dei momenti che la mente non ascolta ragioni, si fissa, si paralizza. Se avessi una pistola e un regista questo sarebbe un buon momento per spararsi in testa. Stazione, parcheggio, auto, muro, siepe. Ottimo set. Ho la nausea. Mi sveglio ultimamente sempre nauseata. Sarà la sindrome di Sartre? Vorrei restare in questa macchina altre due ore, invece sto per uscire, andare sul binario e correre. Nauseata e pregante che la lezione finisca presto. Ultimo giorno nella decade dei 30.
18-12-2024: 6 giorni dopo il mio compleanno
Mentre il treno attraversa l’inospitale landa Pavese, arida e senza vita, penso al ciclo mestruale che verrà. Ho voglia di piangere e singhiozzare. L’incombere del Natale mi angoscia. Partirei, evaporerei. Non la reggo più questa fiera. Sarebbe un buon momento per sparire, lasciando un biglietto con scritto: voi festeggiate, noi ci vediamo dopo la befana. La nostra vita sembra ruotare solo intorno al comprare, al costante consumo bulimico di tutto. 6 giorni dal mio compleanno, la nausea resta.
22-12-2024: 10 giorni dal mio compleanno
Eccola la tragedia.
To be continued…
PS. La foto la scattai e ritoccati nel lontano 2008, Tor Pignattara, Roma.
