When the sun explodes.

PLAY: Trentemøller – Memoria – 2022

Eccolo aprile!
Si è proprio aprile ed è arrivato con la grazia dei suoi tipici 21-22°. Circa?!

Credo di aver ormai sviluppato un’ossessione monotematica per il meteo, le temperature e gli anticicloni.
Vanity Fair o altre testate definirebbero questa mia ansia da climate change come una sindrome psicoterratica. Purtroppo quest’ansia è un fardello che mi perseguita da più di 30 anni, e io sto invecchiando, la soluzione non c’è e l’angoscia aumenta.
E non mi va di ricorrere alle benzodiazepine.

Ci sono dei giorni che mi guardo intorno e immagino che a breve, a brevissimo, forse a maggio quando ci saranno inevitabilmente 31-32°, mi trasformerò in una Tank Girl che si fa la doccia con la sabbia.

Per la cronaca disagio mentre le temperature ci fanno presagire che diventeremo presto arrosticini umani, nessuno dei conflitti in corso sembra aver avuto alcun tipo di svolta. Attendiamo l’esplosione di nuovi focolai di guerra, ormai uccidere persone per errore con i droni va più di moda del padel.

In questa prima domenica di aprile 2024 mi sforzo di guardarmi intorno in cerca di iniezioni di positività, chiedendomi: di cosa parlano le persone?
Come si relazionano ai grandi eventi innegabili che abbiamo costantemente sotto gli occhi?

Mi manca fortemente una comunità, di cui sentirmi in primis parte e con cui almeno parlare dei massimi sistemi.

L’iper informazione, l’iper di tutto, non ci rende affatto più consapevoli.
Avverto un abbrutimento cosmico.
Cammino e penso che abbiamo esaurito tutto.
Risorse, idee, energie e la tanto agognata pazienza.

Mi sembra sempre più certo che sia questo il tempo della distruzione.




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