Cose notate negli ultimi mesi.

PLAY: Dead Kennedys – Fresh Fruit for Rotting Vegetables – 1980

Dall’ultima volta che ho fatto un giro da queste parti ne è passato
di tempo. Oggi è il 22 marzo 2024 e non ho notizie rassicuranti.
La primavera è esplosa il 20, ma a me sembra primavera da gennaio. Il mio stato di salute è claudicante, vi risparmio quello del pianeta e dei vari scenari di guerra in atto.
La tosse asmatica mi butta giù, e non è una canzone dei CCCP. (Tornati tra l’altro in voga per il loro anniversario. Mi chiedo,
quindi l’hanno perdonato Lindo Ferretti?).

Contraddizioni costanti si palesano davanti ai miei occhi.

Per la serie ‘romanzo autostradale‘, è ormai una certezza che
guidare rispettando gli altri‘ è un comportamento risalente al
XVII secolo, quando le macchine manco esistevano.
Sulla strada abbiamo superato anche il modello Mad Max, ormai ogni possidente di un veicolo se sente sto cazzo e più fregno de te, per la serie ‘abbella mo te faccio vede io come se guida‘.

Ogni giorno qualcosa ci dice che a breve faremo la fine del sale grosso quando lo sciogli nell’acqua che bolle, ma la gente si ostina
a vivere serena nelle sue pratiche di accelerazione per l’estinzione della specie. E non sarò certo io a fermarla, anzi.
Io tifo ‘anti-human league’.

In questo lungo periodo di osservazione ho notato la diffusione o meglio la normalizzazione soprattutto in film e serie tv dell’uso di cocaina. Il chè mi fa pensare che se c’è più cocaina nel sangue
della gente che okitask, perchè non depenalizzare e finirla con il proibizionismo?
Non sono cocainomane né una fan della sostanza.
Rifletto solo sulla costante ipocrisia che avvolge tutta la nostra cultura e sull’opacità delle lenti.
Le sigarette e l’alcool uccidono ma da secoli li vendiamo senza sentirci dei criminali, il 10elotto insieme ai gratta e vinci fanno più danni del crack, per non dire le benziodiazepine che ormai diamo pure alle galline. Anyway, nobody cares.

Potrei dire molto ancora sull’esercito di imbecilli multitasking e altri fenomeni registrati sul campo, ma sento di aver già speso troppe energie.

Ieri mentre scendevo dal treno una sedia giaceva sul binario
(vedi foto di copertina).
L’ho immortalata pensando all’assurdità di questo ‘teatro’.

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