December sunday roast.

PLAY: Skins Soundtrack – All Seasons

Novembre mi è sembrato lunghissimo, ma della sua fine inesorabile me ne sono accorta solo a dicembre inoltrato.
Per la cronaca è domenica 17 dicembre 2023 e una settimana fa me la spassavo a Bristol, UK.
Nonostante un meteo folle e britannico, a cui comunque ho tenuto testa, sono stati giorni unici.
Giorni che mi hanno rimessa in contatto con me stessa, come mai accadeva da anni. Mi sono rivista nella mia autenticità.
Dove cazzo eri finita?

Ironia a parte, tornata in Italia la sensazione benefica da spa che aveva raggiunto l’apice lunedì nel Somerset è svanita in 2 giorni.
L’ansia, la pressione, l’angoscia. Welcome back to Italy.
E cosi un bisogno di piangere primordiale si è instillato in me.
Una portata tale di lacrime che manco Justin Timberlake in Cry me a river poteva immaginare. Colpa dell’ovulazione? Della luna nell’ottava casa?

La terra è a pezzi.
La Palestina è una polveriera.
Il Natale è una maledizione.
L’umanità mi fa schifo.

Se il tempo è ciclico e ho ritrovato me stessa a Glastonbury,
rieccomi in una versione moderna pregna di cinismo e barbarie.
Qualche giorno fa ho compiuto 39 anni. L’ ultimo compleanno nella decade dei 30, dalla quale comunque mi congedo meglio di come l’ho iniziata. Nonostante l’incertezza e la sofferenza ovarica, sento che mi sto riconciliando con il passato e la mia storia personale.

Per l’anno prossimo però mi astengo da previsione e desideri,
vorrei evitare delusioni ennesime.
Ripasso prima della fine del mese, cheers!

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