PLAY: FIGLIE, RaiPlay, Chora Media, Podcast, Sara Poma
È iniziato il sesto mese dell’anno ed oggi mi sento un pò come fosse
il 1 giugno. Il ponte mi ha sfasato il calendario.
Ho latitato molto da questa pagina alla quale penso tutti i giorni,
ma dove non entro quasi mai.
Continuo a scrivere, registrare parole affollando la mia mente.
Osservo e fotografo. Prendo appunti, stilo elenchi.
Note, post it, ogni tanto l’agenda.
Tutte le mattine e tutte le sere quando sono in macchina penso
sempre al mio romanzo autostradale incompleto.
Ma ho l’epicondilite al braccio destro e soffro.
Cosi per giustificarmi.
Oggi ho iniziato questo podcast che da tempo desideravo ascoltare.
Figlie.
C’è qualcosa in quella storia oscura delle dittature sudamericane instaurate negli anni 70 che da sempre mi fa riflettere.
Sarà che di tanta storia contemporanea studiata è anagraficamente
più vicina a me. Quindi è una storia ancora tutta da raccontare e i testimoni o sono spariti o iniziano a morire di vecchiaia.
Il verbo ‘sparire’ qui domina, soprattutto nell’accezione
‘sparire perché qualcuno voglia che tu sparisca‘.
Sparire è un fenomeno che non trova eclisse nell’esperienza umana. Anzi.
Oggi potremmo sostituirlo con tanti sinonimi e locuzioni, ma lapidario ed efficace come un ‘sparire’ non v’è.
Sparisci va, lo diciamo spesso. E poi uno sparisce e ci rimani di merda.
Sono solo alla prima puntata, ma la narrazione è buona e mi spinge ad andare avanti.
Poi c’è il resto. Il resto come va?
L’anticiclone africano è stato con noi nei mesi scorsi soprattutto marzo e aprile. Maggio poco rispetto al precedente anno.
Il sesto mese del 2023 è iniziato con una profonda incertezza climatica,
ma con una dichiarata certezza politica. L’Italia è fascista!
La specie umana è ancora in circolazione, ma si sta impegnando molto per estinguersi per cause di forza maggiore.
Attendiamo trepidanti il solstizio d’estate, per bestemmiare alacremente con le cervicali bloccate dai condizionatori a palla.
E poter continuare in loop a maledire quello e quell’altro.
Chissà che non giungano novità dallo spazio, tipo gli alieni.
Almeno avremmo qualcosa di nuovo di cui parlare. À bientôt!
