2023. Here we are!

PLAY: Isaac Hayes – The Isaac Hayes Movement – 1970

Il bisogno di scrivere con imminenza è sopraggiunto quando tra le
miriadi di mail inutili, ricevute, ne scorgo una con scritto in oggetto:
Febbraio il mese dell’amore!
Ma porca puttana è giovedì 19 gennaio.
Perché mi devi far precipitare nell’ansia?
Già gennaio 2023 non riesce a imporsi come mese invernale nella sua totalità, perché devo pensare a febbraio?

Chiedo giustizia per gennaio 2023.

Odio sempre di più questa maledetta tendenza ad anticipare tutto.
A gennaio parliamo di febbraio, a inizio settimana parliamo del weekend, alle 8 del mattino diciamo che la giornata è andata, a ferragosto pensiamo ai regali di Natale.

E tu sei vuota.
Dinanzi alla convenzione temporale ti senti vuota.
Ripeti con me: V U O T A .

Dopo il bisogno di vomitare il mio odio per iscritto,
è seguita una seconda reazione, più distruttiva:
unsubscribe newsletter a manetta.
Perché? Perché ormai tutti mi devono vendere qualcosa. Pure Gesù Cristo.

I can’t stand it.

Inizio anno anyway under control.

Ci risentiamo appena non vedo più speranze all’orizzonte.

Ah! Buon ano!

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