PLAY: Afterhours – Quello che non c’è – 2002
La scelta della colonna sonora di fine anno cade inevitabilmente sugli Afterhours perché affido a Manuel Agnelli quello che in parte penso di questa latitudine. Anche se Bombay non sta qua.
Per giorni ho pensato a quello che volevo scrivere per salutare questo 2022, per fortuna è rimasto nella sfera dei desideri perché avrei detto cose terribili. Sempre per colpa della sindrome pre mestruale.
Dio però che estasi quando sei in preda all’isteria ormonale, senti di avere un lanciafiamme al posto della lingua e tutto brucia.
Ho riflettuto in questi giorni sul ‘buco nero’ che attraversavo esattamente un anno fa e oggi mi chiedo ma era realtà o fantascienza?
Un anno fa il mondo era in preda all’ansia dei tamponi,
della crisi pandemica.
Un anno dopo ci stanno a riprova in tutti i modi a riportare in auge la pandemia, dopo averne annunciato la fine, ma sento di aver imparato.
E seppure ho capito a cosa serve questa costante ‘emergenza’,
me ne sbatto il cazzo.
Ripenso all’isteria che mi ha quasi portato al suicidio,
ripenso all’assurdità e al malessere di quei giorni.
E desidero solo una cosa: non viverli più.
Un anno dopo ho ancora paura di ricadere in certe dinamiche ma sono anche più consapevole dei miei limiti e dei confini tra me e il resto del mondo. No more fagocitare.
Bye bye 2022.
