PLAY: Boards of Canada – Twoism – 1995 -EP
O nonsensember? Quasi mi piace di più.
Le bozze aumentano e gli articoli scarseggiano.
3 bozze mi guardano, ma io ho deciso di ignorarle.
Tante parole si avvicendano nella mia testa, tutti i giorni.
Immagino di scriverle ma non concludo mai, MAI.
Siamo giunti al 18 novembre 2022.
Mi volto dietro e vedo mesi lontani, pregni di assurdità.
E manco piove.
Da domenica, dopo circa 3 anni, la freccia di Covido ha colpito anche me.
Senza entrare nei dettagli rassicuro tutti quelli ‘interessati’ alla mia esistenza che sto bene.
Non sono morta e non sono intubata. E non mi dilungo più di tanto.
Mi avventuro invece verso altri drammi quotidiani:
il Black Friday e il Natale.
Da giorni la mia casella mail è assediata da esaltanti inviti a joinare prima degli altri i saldi del Black Friday, nonché a valutare di attivarmi prima che mai per trovare i regali di Natale.
L’assedio è tale che ho deciso che quest’anno non farò regali.
Per quanto adori fare regali, l’indisposizione è tale che non ho voglia di comprare, non ho voglia di regalare.
Questa costante spinta a stimolare la parte tossica dei miei neuroni mi fa reagire in maniera straight edge. E’ come se il mio balcone di casa fosse circondato da spacciatori di eroina e tutti vogliono farmi il prezzo migliore e donarmi quella sensazione di nebbia che la sostanza da.
Ma io incredibilmente, anziché cedere al fatuo piacere mi irrigidisco.
Il rifiuto si fa spazio e si annida, pietrificando i miei neuroni e lasciandomi indifferente.
Cosi farò con i carrelli delle pagine web che frequento.
Basta, andatevene a fanculo.
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Anche quelle mi massacrano il quotidiano con i loro cazzo di 10% di sconto. Basta, andatevene a fanculo pure voi.
E’ sufficiente eliminare le tossine della contemporaneità per uscire dalla sensazione di vuoto costante in cui imperverso?
Vorrei demolire le vostre certezze, mi infastidiscono.
Io d’altronde non mi sono mai sentita contemporary embedded.
