6 marzo 2022.

PLAY: Billy Swan – I can help – 1974

E’ solo il 6 marzo. E anche se questo mese si prospetta lungo,
mi sembra galoppi velocemente verso la sua archiviazione.

Sarà lo stallo in cui giacciamo da 3 anni.
Sarà la combo pandemia + guerra.
Sarà la sensazione che la simbolica rinascita che accompagna la primavera,
quest’anno somiglierà più a un’ecatombe.

The emergenza must go on.

Noi siamo il prodotto e tutti vogliono la nostra attenzione.
Tutti vogliono dirci qualcosa, dircela a modo loro,
perché come la dicono loro tu non l’hai mai sentita. Quella cosa.

La nostra attenzione genera valore.
Più sei attento più posso iniettarti contenuti senza ago.
Ma tu non fai più attenzione ai contenuti, perché sei assuefatto.

Avrei voluto avere la stessa attenzione quando al liceo mi spiegavano
i limiti, gli integrali. Mi manca il senso di assuefazione alla matematica.
Confesso che quel piccolo rimpianto di sapere come sarebbe andata,
se avessi studiato fisica all’università, vive recondito in me.

La nausea è costante e proporzionale.
Nausea che va di pari passo con l’eccessivo eccesso di tutto.
Eccesso che genera stanchezza, rifiuto e voglia di isolamento.

E’ tutto troppo,
siamo troppi e inizia a esserci poco spazio
per contenere l’eccessivo eccesso di tutto.

Se dovessi fare una scelta,
questo weekend sceglierei tasto oblio.

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