PLAY: Frankie HI-NRG Mc - La morte dei miracoli - 1998
Il momento che preferisco per tornare a casa è quello che va dalle 19.30
in poi, soprattutto se scivola verso le 20.00.
È come se la strada a quell’ora appartenesse solo a noi,
quelli che ormai hanno infranto, di nuovo, la promessa di rientrare prima.
Quasi ci riconosciamo, e ci osserviamo durante i sorpassi.
Gli sguardi sembrano dirsi:
‘Ehi, anche tu stasera hai infranto la promessa eh?’
‘Ti capisco. Per fortuna siamo solo noi per strada. I pazzi.’
Noi che conosciamo la strada a memoria e guidiamo senza mani.
Che alle rotonde inchiodiamo per far passare quei furgoncini gialli
che consegnano la spesa di E$$elunga. Poveracci.
Anche se la precedenza è mia vi perdono.
Preferisco voi, ad ogni modo, a quelli della fascia oraria 18.00 / 18.30.
Una categoria che si esprime con SUV a noleggio, che non ha ancora capito che probabilmente se la Porsche è cosi sdoganata forse ha perso
la sua esclusività.
Quelli che con i lori fari LED ti sfanalano 20 km prima,
con l’obiettivo metaforico di spanzarti dalla corsia e affermarsi sulla strada, in nome del noleggio a lungo termine.
Sappiate che non é perché uscite prima da lavoro che avete più diritti
di transito degli altri.
La categoria che proprio cancellerei con un tratto marker sono quelli
con l’adesivo ‘family on board’ , e i loro pupazzetti sottotitolati dai nomi.
Fate certe porcherie per strada, che per fortuna avete famiglia.
Per voi nessun perdono.
Quel tempo che trascorro in macchina prima di rientrare è uno spazio di grande intimità.
Siamo io e i miei pensieri, le mie voci e le mie giornate infinite da archiviare. A volte incontro la nebbia e il casello sembra non arrivare mai. Mi tengo sulla corsia più a destra, con passo sostenuto ma non esasperato. E come in uno spazio interstellare governo l’ansia delle promesse infrante e navigo verso il nulla.
Sono per strada ormai.
Non ci sono più orari. Non ci sono più promesse da mantenere.
Solo canzoni in loop e una marcia da tenere.
